Un GRANDIOSO RISULTATO che salva un’attività storica e una famiglia:
Concordato minore omologato dal Tribunale di Bari
Quando la crisi economica diventa soffocante, il rischio non è soltanto la perdita di numeri su un bilancio, ma la scomparsa di attività che rappresentano un presidio sociale, la perdita della casa, la frattura di un intero progetto di vita.
È proprio in uno di questi casi che Cotrufo & Partners – Avvocati e Commercialisti ha ottenuto un grandioso risultato:
👉l’omologazione giudiziale di un concordato minore in continuità aziendale da parte del Tribunale di Bari.
Un provvedimento che segna una vera svolta per il debitore, per la sua famiglia e per la comunità.
Da oltre 356.000 euro di debiti ad un piano sostenibile
Il caso riguardava una ditta individuale operante da anni nel territorio della provincia di Bari, attività divenuta nel tempo un punto di riferimento per la comunità.
La situazione debitoria complessiva ammontava a:
€ 356.794,46 di esposizione debitoria totale, tra cui Agenzia delle Entrate e creditori pubblici, banche e fornitori.
Grazie al lavoro di analisi, ristrutturazione e difesa svolto dallo Studio, il Tribunale ha omologato un piano che prevede, oltre al regolare pagamento del mutuo sull’abitazione familiare:
· pagamento complessivo ai creditori pari a € 47.239,70,
· rateizzato in un comodo piano di 5 anni,
📉 Percentuale di falcidia effettiva:
il debito viene ridotto a circa il 13,24% dell’esposizione originaria, significa che il restante 86,76% dei debiti viene definitivamente cancellato!
Un risultato che, in termini concreti, significa rendere possibile ciò che prima era impensabile.
Un muro di opposizioni: creditori, Fisco e perfino il Commissario
Nel caso di specie:
- ❌ l’Agenzia delle Entrate si è opposta;
- ❌ i creditori finanziari e chirografari hanno espresso voto contrario;
- ❌ il Commissario giudiziale, nominato dallo stesso Tribunale, ha formulato una relazione critica e negativa sulla proposta.
In altre parole:
👉nessuno credeva nel piano,
👉nessuno lo voleva approvare,
👉tutti ne chiedevano, di fatto, il rigetto.
Una situazione che, per molti debitori, rappresenta il punto di non ritorno.
Ma non in questo caso.
Tutti contro. Ma il Giudice dice sì: concordato minore omologato nonostante l’opposizione generale
Il Giudice ribalta tutto: le opposizioni sono infondate
Il Tribunale di Bari, con sentenza di omologazione n. 16/2026, ha compiuto una scelta netta e coraggiosa:
✔️ ha rigettato le contestazioni dei creditori;
✔️ ha smentito le valutazioni negative del Commissario giudiziale;
✔️ ha riconosciuto che il piano era legittimo, sostenibile e più conveniente della liquidazione;
✔️ ha affermato, in sostanza, che chi si opponeva era nel torto.
Il Giudice ha ritenuto che il debitore meritasse una seconda chance, perché il diritto della crisi non serve a punire, ma a recuperare.
Cos’è il cram down (e perché è decisivo)
In questo caso è stato applicato uno strumento potentissimo, spesso poco conosciuto dal grande pubblico: il cram down.
📌Che cos’è il cram down?
È il meccanismo per cui, quando i creditori votano contro un piano di sovraindebitamento, il Giudice:
- si sostituisce ai creditori nella votazione,
- valuta autonomamente la convenienza del piano,
- e, se ritiene che sia migliore dell’alternativa liquidatoria, lo approva comunque.
In sostanza:
👉il Giudice “vota al posto dei creditori”
👉 e omologa il piano anche contro il loro dissenso.
È esattamente ciò che è accaduto.
Un’attività salvata, una casa protetta, una famiglia che riparte
Il valore di questa decisione va ben oltre i numeri.
✔️ È stata salvata un’attività economica storica di Acquaviva delle Fonti;
✔️ È stato protetto il patrimonio familiare, inclusa l’abitazione;
✔️ È stata data una seconda possibilità reale a una persona e alla sua famiglia;
✔️ È stata evitata la sofferenza di pignoramenti e liquidazioni.
Questo è il senso più autentico degli strumenti di composizione della crisi:
non punire chi è in difficoltà, ma rimetterlo in condizioni di produrre, lavorare e vivere.
La crisi non si supera sperando: si affronta con competenza
C’è un messaggio che questo caso dimostra con chiarezza:
non basta sperare che le cose migliorino.
Serve agire, difendersi, strutturare una strategia.
Serve lottare per i propri diritti e per un futuro migliore.
La crisi non è una colpa.
Ignorarla, però, può diventare irreversibile.
Quando è il momento di chiedere un mano
Se un’impresa, un lavoratore autonomo o una famiglia si trovano schiacciati dai debiti, esistono strumenti giuridici efficaci, ma devono essere:
· studiati caso per caso,
· costruiti con precisione,
· difesi con determinazione davanti al Tribunale.
L’omologazione di questo concordato minore dimostra che uscire dal sovraindebitamento è possibile, anche quando la situazione appare senza via d’uscita.
📌 Cotrufo & Partners – Avvocati e Commercialisti
Crisi d’impresa e sovraindebitamento:
quando il diritto diventa una seconda possibilità concreta.
